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... tutti i lunedi su terramia
IL TRIATHLON
Tre sport in uno. Perché non provarlo?
Il Triathlon nasce da una scommessa fra tre amici americani,un nuotatore,un ciclista e un podista,che decisero di sfidarsi in una gara senza che vi fosse interruzione fra il nuoto,il ciclismo e la corsa. Nasce nel 1977 alle Hawaii(con una gara da 3800 m di nuoto,180 km in bici e 42,195 km di corsa), e da lì in poi è cresciuto in maniera esponenziale, diventando lo sport con il tasso di crescita di praticanti più alto al mondo. Lo si pratica in tutti i continenti sia a livello agonistico che amatoriale. Caratteristica comune in ogni gara è la “zona di cambio”,dove i concorrenti depositano bici e scarpe da corsa prima di iniziare la frazione a nuoto. La zona di cambio diventa il luogo dove gli spettatori possono assistere all’evolversi della gara,misurando i distacchi tra i partecipanti. Solitamente la frazione di nuoto si svolge in acque libere(mare,lago,fiume etc).e tale percorso è ben delimitato da boe,e devono essere sempre presenti assistenti-giudici in grado di aiutare atleti in difficoltà o penalizzare chi si comporta scorrettamente. Una volta usciti dall’acqua si va nella zona di cambio dove si è attesi dalla bike,dal numero di gara,casco etc. e si copre un percorso anch’esso controllato da giudici di gara e da persone posizionate agli incroci o svincoli;la maggior parte delle gare,infatti,(tranne europei e mondiali)non sono chiuse al traffico e si deve quindi rispettare il codice stradale. Terminato il percorso ciclistico si passa nuovamente nella zona di cambio per infilarsi le scarpette e si corre fino al traguardo per la gioia di tutti gli atleti. Il triathlon può essere considerato con giusto merito lo sport di resistenza per eccellenza. Chi lo pratica e soprannominato “superman”,ed è stato calcolato che in una gara di triathlon vengono spese più di 2500 calorie.
Perché non provare a diventare dei piccoli superman? Cosa pensi di questo sport? Ti piacerebbe praticarl?
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Il 19 ottobre il Papa sarà a Pompei. Il Pontefice ha deciso di ritornare nuovamente in Campania. Era il 21 ottobre del 2007 quando Benedetto XVI atterrò con l'elicottero bianco a Napoli. Ad accoglierlo il Cardinale Crescenzio Sepe, il Presidebte del consiglio Romano Prodi, il ministro della giustizia Clemente Mastella ed altri esponenti delle istituzioni campane. Fu una visita pastorale alla diocesi di Napoli. Per quell'evento una città intera si trasformò. Venne creata una piattaforma sul porto per fare atterrare il Papa, venne pulita e ripulita cento volte la città. Napoli blindata in ogni angolo e colorata dai tanti fiori. Il Papa celebrò la messa in Piazza del Plebiscito davanti a quasi 30mila persone. In realtà erano previste molte piu persone e il numero suddetto fu solo il risultato della pioggia forte, del vento e dell'aria gelida. Il Papa Benedetto XVI cominciò l'omelia dicendo proprio: "il tempo brutto non ci scoraggia perché Napoli è sempre più bella". Nella sua omelia Papa Ratzinger, parlando di Napoli, toccò alcuni punti importanti: "le situazioni di povertà, di carenza di alloggio, di disoccupazione o sottoccupazione, di mancanza di prospettive future". Concludendo l'omelia poi Papa Ratzinger disse:A Napoli "non mancano energie sane, gente buona, culturalmente preparata e con un senso vivo della famiglia", e "di fronte a realtà sociali difficili e complesse, occorre rafforzare la speranza, che si fonda sulla fede e si esprime in una preghiera instancabile. E' la preghiera a tenere accesa la fiaccola della fede". " I napoletanti hanno una grande forza che può risolvere e vincere tutto, questa forza sono i napoletani stessi". Tutto ciò è stato comunque raccontato da Terramia. A distanza di un anno quindi il Papa torna in Campania. Questa volta però la destinazione è diversa: Pompei. Il 19 Ottobre il Papa visiterà la città mariana quasi certamente trattenendosi una sola giornata. Lo ha detto all'Osservatore Romano il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi.L'arrivo di Benedetto XVI era già stato caldeggiato dall'arcivescovo di Pompei, monsignor Carlo Liberati.La decisione di Ratzinger di tornare sotto il Vesuvio viene letta dagli esperti di cose vaticane come un grande segnale di attenzione verso Napoli e la Campania. La visità di Benedetto XVI a Pompei segue poi quella di un altro Papa, Giovanni Paolo II, molto legato a Pompei e alla madonna del Santo Rosario. Papa Wojtyla visitò la città mariana per ben due volte. Ora la stessa città si prepara ad accogliere un altro Papa.
Nei giorni scorsi molti immigrati sono rimasti senza tetto in seguito a un incendio che ha colpito un edificio di Pianura dove abitavano. Dopo aver trascorso tre giorni e tre notti in strada gli immigrati questa mattina, si sono spostati nel Duomo di Napoli si fatto occupandolo. Fra loro, provenienti per lo più da Costa d'Avorio, Ghana e Burkina Faso, ci sono 36 rifugiati politici e 76 richiedenti asilo. Nei giorni scorsi il Comune di Napoli aveva individuato una soluzione di emergenza, mettendo a disposizione un edificio scolastico di Via Pasquale Scura: l'amministrazione aveva dovuto però fare dietro-front per le resistenze del territorio, animate da una ventina di persone che hanno impedito l'accesso bloccando il traffico e incendiando alcuni cassonetti. L'assessorato ha poi messo a disposizione un'altra struttura comunale, a Scampìa, che potrebbe essere pronta nei prossimi giorni. Ma intanto questa mattina gli immigrati che hanno occupato il Duomo hanno fatto scattare il pronto intervento delle forze dell'ordine. Gli immigrati non hanno accolto il ripetuto invito delle forze dell'ordine di uscire dalla Cattedrale. Due di loro, che la polizia ha cercato di identificare all'esterno del Duomo, hanno reagito ingaggiando una colluttazione con i poliziotti. Ne è nato un parapiglia al quale si sono uniti anche altri immigrati ed esponenti no global. Dopo gli scontri, una cinquantina di extracomunitari si sono barricati all'interno del Duomo. Gli occupanti sarebbero anche disposti a lasciare la struttura, ma senza essere identificati dalla Digos. Duro il commento dell'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio (Rifondazione comunista): «Gli immigrati, che oggi hanno occupato pacificamente il Duomo per chiedere di avere, per un loro diritto, un alloggio dignitoso, sono stati aggrediti e selvaggiamente pestati dalla polizia all'interno della cattedrale. Ad essere testimoni del pestaggio, oltre ai passanti, vi sono anche i giornalisti. Questi fatti verranno confermati dai referti medici. Vanno subito individuati e puniti i responsabili». Anche per la Cgil Campania si è trattato di «una aggressione premeditata e violenta contro poveri e disperati».
Corri per Boscotrecase
28 settembre 2008
Pronti a leggere un nuovo libro?
Per questa settimana avrei pensato a un romanzo di un autore spagnolo, Carlos Ruiz Zafón autore di una storia molto avvincente e intricata racchiusa nelle pagine del libro “L’ombra del vento”. Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel Sempere, nel cuore della città vecchia di Barcellona al “Cimitero dei Libri Dimenticati”, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio e che il padre descrive con queste parole: “Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. Molti anni fa, quando mio padre mi portò qui per la prima volta, questo luogo era già vecchio, quasi come la città. Nessuno sa con certezza da quanto tempo esista o chi l’abbia creato”. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Il titolo del libro scelto da Daniel è proprio “L'ombra del vento” scritto da Julián Carax. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.Il romanzo entusiasma Daniel e lo spinge a cercare altri libri dello scrittore. Scopre così che quella in suo possesso potrebbe essere l'unica copia sopravvissuta di tutte le opere di Carax perché da anni un uomo sfigurato dal fuoco, con lo stesso nome del personaggio del demonio nel romanzo di Julián, Laín Coubert, brucia sistematicamente i libri dello scrittore. Intrigato dal mistero che aleggia intorno all'autore, Daniel inizia un'indagine destinata a protrarsi dieci anni durante i quali ricompone i frammenti di un'esistenza segnata da un'infanzia infelice, intricate vicende familiari, amori fatali, violenza e omicidi. Come ogni investigatore che si rispetti, Daniel ha un aiutante: Fermín Romero de Torres, un vagabondo coltissimo che afferma di essere stato un agente repubblicano e che il ragazzo riscatta da una vita di strada e di alcol assoldandolo come cercalibri per la bottega del padre. La storia delle ricerche di Daniel si fonde con quella della sua vita sentimentale, il suo amore non corrisposto per la cieca Clara Barceló e quello per Beatriz, la sorella del suo migliore amico, che sembra ricalcare il tormentato rapporto di Julián con Penelope che è all'origine di tutto il mistero. Ma la storia delle ricerche di Daniel si intreccia anche con la grande storia, con la guerra civile e col franchismo, rappresentato nel testo quasi esclusivamente attraverso la creazione di una Barcellona decadente, fosca e assediata dalla pioggia e soprattutto attraverso l'ispettore capo della polizia franchista Francisco Javier Fumero, ossessionato dall'idea di uccidere Julián e di distruggere Fermín.
Questo romanzo è stato pubblicizzato pochissimo, ma ha avuto comunque un grande seguito grazie al passaparola; questo dovrebbe dire molto sulla sua capacità di coinvolgere ed intrigare, quindi vi consiglio davvero di arricchire la vostra biblioteca con una sua copia.
Anno Pubblicazione: 2001
Titolo Originale: “La sombra del viento”
Costo € 6,00
Editore Mondadori
Collana I miti
A Cura di Milena Ferriero
«Mi svegliavo pensando che avrei accettato, e mi addormentavo dicendo a me stessa che era meglio rimanere a casa. Ho compiuto la mia scelta in una giornata molto calda. Ero a Bologna, durante il Gay Pride, e hanno trasmesso un video di Simona Ventura che dava il benvenuto a tutti. Ho pensato al telefonino spento, al mare, alla spiaggia, nessun rumore di automobili. Mi sono detta: perché no? Sarà come essere arruolata per il servizio di leva. Io non l'ho fatto perché sono pacifista e poi mi fanno orrore le armi, le tute mimetiche, il grigio-verde, gli elmetti. Per me andare sull'isola sarà come fare il militare». Eccola Vladimir Luxuria, fino a qualche tempo fa l'onorevole Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione Comunista, sempre in tailleur, a trattare i problemi dell'Italia in Parlamento, e di sera poi nei salotti televisivi. Ora, ora che la sinistra non è in Parlamento, cambia di nuovo la vita di Luxuria. E' stata scelta per la prossima edizione dell'Isola dei Famosi e dopo aver pensato alla proposta, alla fine l'ex deputato ha accettato. Insieme a lei sull'isola andrano anche altre persone "famose" come: Massimo Ciavarro,Flavia Vento, Giucas Casella, Antonio Cabrini, l'ex velina bionda Veridiana Mallman, la show-girl Belen Rodriguez, fidanzta del calciatore del milan Marco Borriello, il nuotatore Leonardo Tumiotto la scrittrice Michi Gioia e il tronista Giuseppe Lago. Luxuria ha dichiarato: «Un reality l'ho già fatto: quando sono stata eletta e per la prima volta sono entrata a Montecitorio. Mi sono seduta al mio scranno e sopra di me c'erano i fotografi con i teleobiettivi pronti a cogliere un mio sbadiglio o a immortalarmi se mi fossi messa le dita nel naso». «La lotta alla sopravvivenza non è nuova per me, anche in Parlamento è pieno di squali e barracuda», commenta l'ex deputata Prc e prima onorevole trasgender italiana.
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Ci siamo! E’ arrivato il tempo della prova costume! E chissà in quanti, guardandosi allo specchio, vedono il chiletto di troppo! Ormai è tardi per una dieta vera e propria, l’unico consiglio che si può dare è quello di accettarsi per come si è…dopotutto un po’ di ciccia non ha mai fatto male a nessuno!! –se è poca! Tuttavia, abbiamo scelto di pubblicare questo articolo, tratto dal libro “La dieta perfetta per gli addominali , perchè in questo periodo non si contano, su ogni tipo di giornale, diete super-rapide e super-miracolose… niente di più falso! Cerchiamo di capirne di più. E oggi, in particolare, parliamo dei tanto ambiti addominali! Gli esercizi per gli addominali hanno lo scopo di sviluppare questi muscoli,ma se non seguiamo anche un’attenta dieta,il nostro lavoro non verrà mai notato da nessuno. Se non eliminiamo gli eccessi di acqua e grasso sull’addome,non sarà possibile vedere la famosa tartaruga: per eliminare permanentemente la quantità di adipe bisogna contemporaneamente ridurre la quantità di cibo assunto(in particolare i grassi) e fare attività fisica. Cominciamo dall’alimentazione: Non è sufficiente mangiare meno per dimagrire. Se si priva l’organismo del cibo, si perde soprattutto acqua e massa muscolare: quando l’organismo è a corto di cibo, infatti, comincia a bruciare le riserve di proteine. I ‘cuscinetti’ non vanno via facilmente, e in ogni caso, se il dimagrimento è frutto della sola dieta, non dura! L’importanza dell’esercizio fisico: Fare ginnastica non fa perdere peso immediatamente: il grasso viene infatti trasformato in muscoli. Ma anche se sulla bilancia non si vedranno variazioni, perdere grasso e acquistare muscoli va a tutto vantaggio della linea.
LA DIETA PERFETTA PER GLI ADDOMINALI
I Principi della dieta:
Soggetto Principio
Numero di pasti: Sei al giorno, distanziati in modo regolare durante la giornata.
Fate uno spuntino due ore prima dei pasti principali.
Gli undici SuperAlimenti: I pasti devono essere basati in larga misura su questi undici gruppi di alimenti.
Ogni pasto dovrebbe contenerne almeno due:
Mandorle e altra frutta secca; Legumi; Spinaci e altri ortaggio a foglia verde; Latticini (latte scremato, yogurt e formaggio a basso contenuto di grassi); Cereali d’avena istantanei (senza zucchero e aromatizzati); Uova; Tacchino e altre carni magre; Olio d’oliva; Pane e cereali integrali; Proteine del siero di latte in polvere;Lamponi e altri frutti di bosco.
Armi segrete: Ognuno degli undici gruppi di alimenti è stato incluso in virtù delle sue armi segrete, vale a dire i principi nutritivi che aiutano a bruciare i grassi e a proteggervi dalle malattie, e che contribuiscono a mantenervi snelli e in forma per sempre.
Principi nutritivi da preferire: Proteine, grassi monoinsaturi e polinsaturi, fibre, calcio.
Principi nutritivi da limitare: Carboidrati raffinati (oppure carboidrati con elevato indice glicemico, IG), grassi saturi, grassi trans (oli o grassi parzialmente idrogenati), sciroppo di glucosio, amido modificato.
Alcolici: Limitate il loro consumo a 2 – 3 drink la settimana, per ottimizzare i benefici della dieta.
Alimenti energetici fondamentali: I frullati. Il calcio e le proteine del latte, dello yogurt e del siero, abbinati alle fibre dell’avena e della frutta, li rendono un alimento completo e da privilegiare: bevetene regolarmente.
Quando sgarrare: Un pasto la settimana mangiate quello che volete.
Attività fisica: Facoltativa le prime due settimane. Dalla terza alla sesta settimana fare attività fisica per 20 minuti tre volte la settimana, dando la preferenza al rafforzamento dei muscoli, alla camminata veloce e agli esercizi per gli addominali.
Esercizio fisico a casa: Nel programma sono inclusi anche alcuni esercizi che potete tranquillamente fare a casa.
Esercizi per gli addominali: Da eseguire all’inizio di due delle tre sezioni previste di rafforzamento muscolare. Fate un esercizio per ciascuno dei cinque differenti tipi di addominali.
DOPING
Doping è ormai una parola che da qualche anno è alla ribalta delle cronache sportive: troppo spesso non si parla di vittorie, successi, nuovi record stabiliti, bens di inchieste per doping, squalifiche, raggiri. L'ultimo "scandalo doping", in ordine di tempo è stato quello scoperto al tour de france e che ha visto la squalifica di Riccardo' Riccò. In realtà cos è questo Doping di cui si parla tanto? Vannosotto il nome generico di doping tutta una serie di preparati chimici che servo no per potenziere la prestazione sportiva per annullare la sensazione di dolore e fatica, per acrescere la massa muscolare.Va anche ricordato che le sostanze dopanti sono nocive per la salute. Per ottenere risultati nello sport e per ilproprio aspetto fisico, spesso dsi danneggia gravemente ilcorpo. La legge italiana non prevede un regolamento preciso per la gestione di questi preparati: in pratica chi fa uso di queste sostanze non commette reato, quindi non incorre in sanzioni civile nè penali ma soltanto in squalifiche sancite dai comitati sportivi poiche solo in quel campo hanno commesso una violiazione. Tuttavia anche le federazioni sportive non sono daccordo nè sulle sostanze proibite, nè sull'applicazione delle sanzioni.
A cura di Angelo Cirillo
Le cyber dosi
Dai funghi allucinogeni al semplice spinello, dal leccare la pancia di alcune rane alla marijuana, questo e altro è offerto da tempo dal vastissimo mercato della droga che da ai vari offerenti un ricavato 60 volte maggiore a quello della fiat (contando solo l’Italia). Nelle discoteche, nei pub, nelle scuole, nei luoghi pubblici, ormai sono innumerevoli i posti in cui è possibile, purtroppo, reperire una dose qualsiasi di stupefacenti. A dire il vero fino a qualche giorno fa nessuno aveva mai pensato di poter acquistare una droga direttamente da internet e di somministrarla direttamente ascoltandola attraverso le casse. Ebbene da qualche settimana a questa parte alcuni siti hanno messo a disposizione brani e programmi per la somministrazione delle dosi. Ma vediamo di capirci qualcosa…
Cosa è esattamente una cyber droga?
Le “i-dose” (la radice del nome è la stessa di i-phone e i-pod) consistono in onde sonore che viaggiano su frequenze molto basse, fra 3 e 30 Hertz, tecnicamente sono infrasuoni. Agiscono direttamente sul cervello, sollecitandolo e provocando reazioni che vanno dall’eccitazione al rilassamento. Gli stessi effetti delle droghe, di cui questi file portano il nome, a seconda, appunto, del risultato: “cocaina”, “marijuana”, “effetto orgasmico” e così via. “L’effetto di stordimento è amplificato se questi suoni si ascoltano con le cuffie, al buio, in tranquillità e associati a musiche particolari e magari all’assunzione di alcolici”.

Quali sono gli effetti collaterali delle “i-dose”?
I reali danni alla salute delle cyber droghe e il rischio di dipendenza sono ancora tutti da verificare, “ma di sicuro questi suoni interagiscono con il cervello, in particolare in soggetti predisposti mentalmente”. A differenza delle droghe comuni, queste possono essere consumate e poi passate all’amico, come qualsiasi file video o audio, coprendo una fascia di mercato ancora più vasta degli stupefacenti precedenti.E così pian piano stiamo assistendo al risvolto della medaglia che tutti chiamavamo “musicoterapia” e che apportava grandi giovamenti alle persone invece che “sballare” e magari fare del male.
Il mio parere? Ascoltate solo della buona e sana musica, vi farà più bene di qualsiasi spinello o i-dose
A Cura di Marco Acunzo
Estate, sole, mare, e le quotidiane serate mondane. Ogni sera c'è una festa, e nel week end il tutto raddoppia. I posti quasi sempre gli stessi i locali pure. Si leggono sempre gli stessi nomi: Porto Cervo, Milano Marittima, Capri, Billionaire, Anema e core,pineta.E i VIP seguono quasi un itinerario obbligatorio, un percorso fatto e rifatto tante volte ma che ogni estate si ripresenta come nuovo. CApri ad esempio è da sempre l'isola amata da VIP e company. Sono tanti coloro che ormeggiano yacht da favola a largo dei Faraglioni, e la famosa passeggiata in piazzetta o in via vittorio emanuele e poi la sera tutti a ballare nei locali famosi dell'isola dei VIp. Tra i tanti in nell'ultimo week end ha fatto tappa Lapo Elkann, il rampollo della famiglia Agnelli, figlio di Margherita e nipote prediletto di Gianni Agnelli. E' arrivato proprio con la barca che era del nonno ed ora è sua: lo stealth, e con la sua cugina-fidanzata: Bianca Brandolini D'adda. I due dopo oltre al mare e al relax si sono divertiti prima al NUmert Two e poi alla famosa taverna Anema e core accolti a braccia aperte dal padrone di casa Guido Lembo. Qui Lapo ha si è letteralmente scatenato, cantando a squarciagola, ballando sui tavoli, come si usa del resto fare in quel locale, fino a fare uno strip-tease, togliendo la camicia rossa che indossava. Ma la serata non è finita, Lapo e i sui amici poi hanno continuato a festeggiare in strada, e qui viene l bello. Un tassista ha raccontato ad alcuni poliziotti che Lapo "pretendeva" di guidar un taxi che diceva essere suo in quanto Fiat. La storia ha sollevato un nuvola di polemica, gossip, e chi piu ne ha piu ne metta. Ma dopo tre giorni dal "fatto" tutto e tornato come prima. I tassisti hanno riferito che Lapo ha chiesto pubblicamente scusa in un'intervista, Il sindaco di Capri ha poi dichiarato che se Lapo Elkann ritorna sull'isola può far solo piacere e del resto il "Lapo Fiat" in quell'intevista ha dichirato che sarà presto di nuovo a Capri.
Il Club 27
Club 27 è il nome usato per identificare i musicisti morti, in circostanze spesso misteriose, all’ età di 27 anni. La maggior parte dei musicisti che fanno parte del Club 27 suonavano il rock o il blues. Gli artisti che fanno parte di questo club “ideale” sono circa una trentina, come Robert Johnson, Jimi Hendrix, il cantante dei Doors Jim Morrison, il leader dei Nirvana Kurt Cobain e Brian Jones fondatore dei Rolling Stones. Quest’ultimo fu trovato morto nella piscina di casa sua, la morte fu dichiarata accidentale, ma c’è chi invece dice che sia stato assassinato. Quando fu trovato senza vita Brian era già stato allontanato dal suo gruppo a causa dei suoi problemi con la legge e gli eccessi con alcool e droga, negli ultimi anni nel gruppo il suo contributo era quasi nullo, spesso non si presentava alle registrazioni o quando ci andava sembrava incapace di suonare, nonostante lui fosse famoso per la sua capacità di suonare più strumenti.Kurt Cobain invece prima della morte fu assalito dai media che denunciarono l’uso di stupefacenti da parte della moglie di Kurt anche durante la gravidanza, provocando la revoca della custodia della loro bimba. Inoltre Cobain dopo un esibizione a Monaco si trasferì a Roma per prendersi un po’ di riposo, ma quando fu raggiunto dalla famiglia fu trovato in stato di overdose e fu portato in un ospedale a Roma, ma quella volta riuscì a cavarsela. Così il leader dei Nirvana decise di disintossicarsi, ma dopo poco tempo scappò dall’Exodus Medical Center. Dopo qualche giorno fu ritrovato morto, l’autopsia dichiarò che la morte era stata causata da un colpo d’arma da fuoco auto inflitto, accanto a lui fu trovata una lettera dove Kurt citava Neil Young “E’ meglio bruciare che spegnersi lentamente”.La più misteriosa è senz’altro quella di Jim Morrison che morì il 3 luglio 1971 a Parigi dove si era trasferito con Pamela. Nonostante non sia stata effettuata alcuna autopsia la causa del decesso sarebbe un arresto cardiaco, fan e biografi però avvalorano l’ipotesi dell’overdose, infatti si dice anche che sia stato trovato nella vasca da bagno poiché chi è in overdose non deve addormentarsi e la tecnica più diffusa è quella di immergersi in acqua fredda. C’è però chi, come l’ex tastierista dei Doors dice che addirittura Jim sarebbe ancora vivo e vivrebbe insieme a Pamela in incognito perché era stanco della pressione e della popolarità.
Album della settimana: Hey now!
Album di questa settimana è Hey Now! Album del 1993 del grande Ray Charles. Caratterizzato dalla forte influenza jazz-blues mescolata al country, l’ album è una perla della discografia del fabulous man, come alcuni lo definiscono. Siamo negli anni novanta quando il Charles partecipa anche al festival di Sanremo interpretando con il fare tutto suo la canzone del cantautore italiano Toto Cutugno “Gli Amori” conquistando dopo tanti anche il pubblico italiano. Il CD non è conosciutissimo ma è cantato e interpretato come solo Ray sapeva fare. Si apre con vari pezzi blues e da carica con “See see rider” fino ad arrivare al pezzo centrale di questo album appunto “Hey Now!”. Continua avviandosi verso la conclusione con canzoni come “Why did you go”penultima canzone del CD e finisce con “Walkin' and talkin'” altro blues abilmente interpretato dall’artista. Sostanzialmente è un album molto soft è per tutti gli amanti della musica afro-americana e quindi del semplice ma così coinvolgente BLUES.
Concerti della settimana:
il 22-07-08 Duran Duran all’ Arena Flegrea
il 23-07-08 R.E.M. alla Mostra d’Oltremare
il 24-07-08 Elio e le storie tese-Bluvertigo-Baustelle alla Mostra d’Oltremare Mario Biondi a Caserta
Il 29-07-08 Eduardo De Crescenzo all’Arena Flegrea
A Cura di Domenico Grimaldi e Roberto Vangone