TERRAMIA

cronaca,attualità,politica,cultura,sport,spettacolo e tempo libero
sabato, 31 maggio 2008

BOSCOTRECASE: NASCE CHRYSOS, ASSOCIAZIONE DI CULTURA POLITICA

C O M U N I C A T O    S T A M P A
 
CHRYSOSÈ nata a Boscotrecase l’Associazione Socio – Politico – Culturale “Chrysos” che vuole essere un "luogo" di incontro e di aggregazione libero, aperto, dinamico, di riflessione e di stimolo per rafforzare la voce ed il ruolo dei cittadini nell'elaborazione di politiche e strategie di sviluppo del territorio.Chrysos è una parola greca e vuol dire pomo d’oro, da cui deriva il nome di uno dei prodotti tipici del Vesuvio: la cresommola (albicocca). Vogliamo infatti sottolineare il nostro legame con il territorio creando le condizioni per una crescita politica, sociale, civile ed umana della comunità locale verso un sistema di democrazia partecipata sempre più ampia.L’Associazione, che si colloca nell'ambito del centrosinistra italiano ed in particolare guarda con favore e speranza al Partito Democratico, ha l’ambizione di essere il fulcro del dibattito circa il futuro di Boscotrecase e delle nuove generazioni. Rivolgiamo particolare attenzione ai giovani ed alle donne CHRYSOS2ritenendo che sia indispensabile valorizzare le intelligenze e generare in essi fiducia e passione per una politica "alta e sana", che miri al benessere generale e sia in grado di generare nelle giovani generazioni speranze per il futuro.L’Associazione da subito si propone di lanciare iniziative sociali, culturali ed artistiche anche insieme ad altre associazioni radicate sul territorio.La prima iniziativa dell’Associazione si terrà il prossimo venerdì 6 giugno alle ore 18,30 presso la nostra sede di via Umberto I dal titolo “Dalle morti sul lavoro al Testo Unico sulla Sicurezza”. La manifestazione, che sarà introdotta dal Presidente dell’Associazione Guido Visciano, vedrà la partecipazione del dott. Stanislao Nocera, direttore del Comitato Paritetico Territoriale di Napoli, del Dott. Antonio Santomassimo , Segretario Generale della Funzione Pubblica CGIL di Napoli e del Dott. Francesco Pirone, dell’Università di Salerno. È già on-line il blog dell’associazione all’indirizzo www.associazionechrysos.splinder.com ed a breve sarà creato un sito internet al fine di favorire una più ampia partecipazione alla vita associativa e del territorio.
Nell’immediato le iniziative che organizzeremo saranno:
-     Promozione di iniziative pubbliche su alcuni temi che ci stanno molto a cuore come il 60° Anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione e la difesa della Legge 194/78;
-     Organizzazione di un corso di base per la degustazione di vini;
-     Promozione delle realtà locali con mostre ed esposizioni;
-    Iniziative “alla scoperta dei luoghi di Boscotrecase e dei sentieri del Vesuvio” e di valorizzazione dei prodotti enogastronomici.
postato da: PIETRO1985 alle ore 19:27 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: attualita, informazione locale
sabato, 31 maggio 2008

IL CONCERTO DI JOVANOTTI AL PALAMAGGIO' E ALTRO ANCORA NELLA RUBRICA DELLA MUSICA

safariAnche nella tappa Casertana del Safari Tour 2008 Jovanotti non ha deluso le aspettative e così ha regalato energia, movimento, emozioni e musica allo stato puro alle migliaia di persone arrivate al Palamaggiò. Dopo ore di attesa e trepidazione arriva finalmente il collegamento con Lorenzo e la sua band dal back-stage! Il palazzetto esplode. Jova mostra la sua caviglia malconcia che però non gli impedirà di scatenarsi, come al solito, una volta salito sul palco. BUIO!!! La luce è “lui” con la sua giacca dai contorni luminosi e dagli star-light sul volto che formavano il disegno stilizzato di un uomo (come in foto). Il concerto ha inizio con Safari, traccia che dà il nome all’album, e continua sempre in crescendo con canzoni come “penso positivo”, “l’albero”, “tanto” coinvolgendo il pubblico con “una tribù che balla”. Jovanotti prende fiato lasciando spazio ai due batteristi che si esibiscono in una drum-session che strappa un bel po’ di applausi. Il concerto riprende con Jovanotti che a causa dell’infortunio esegue un medley acustico (chissà se stai dormendo, luna di città d'agosto, morirò d'amore, ti sposerò, gente della notte) seduto ma non per questo senza animare la folla. Il pubblico dopo questo medley sembra essere più “calmo”… la batteria, però, accenna un ritmo conosciuto, la folla in delirio comincia ad urlare e a saltare, è arrivata “l’ombelico del mondo”, si balla!!! Jova, poi, tiene caldi gli animi con, “falla girare”, “muoviti muoviti”, “in orbita”; però lui vuole proprio lasciare il segno, si abbassa al centro della pedana e raccoglie un foglio, è il testo di Terramia di Pino Daniele, tutto il Palasport canta con lui e gli tributa l’ennesimo lunghissimo applauso della serata. Si riparte con il primo singolo estratto da Safari, “Fango” continua con “mezzogiorno” e “ragazzo fortunato”,fino ad arrivare a “piove” che esegue interamente da solo con la chitarra. Con una delle ultime canzoni fa un tributo a Modugno che appare nel maxischermo alle sue spalle mentre canta “un uomo in frac”. Il palco si svuota, tutto questo fa presagire la fine dello spettacolo, ma  la band ritorna in frac e saluta il pubblico con “come musica”. Conclusione? Jova è un grande!!! E consigliamo a chi pensa positivo che non s’annoia e chi si sente una tribù che balla … di andare almeno una volta ad un suo concerto.

L’ALBUM DELLA SETTIMANA: KAYA

KayaPer questa settimana l’album consigliato ai lettori di Terramia è un album live  di Robert Nesta Marley, conosciuto da tutti come il grande e geniale Bob Marley. E’ uno degli album live del suo fine carriera. Nel 1976 l’artista si trasferisce dalla Jamaica a Londra, dove incide “Kaya” per poi registrare “Exodus”, due album che hanno segnato la sua brillante carriera. Questi LP restano in vetta alle classifiche inglesi per molte settimane. “kaya” è composto da 10 tracce che permettono, a chi le ascolta, di viaggiare nell’affascinante paese natio del grande Bob, di venire a contatto con la vita della gente; le sue canzoni sono grida di un Amore universale, di speranza, di libertà e di pace. Tra le canzoni di questo album “Kaya” , “Is this love” dal ritmo reggae inconfondibile , apparentemente facilotte nei testi ma atte a sdrammatizzare sulla situazione di povertà tipica del territorio jamaicano del tempo. A seguire “Sun Is Shining”, dai toni più sofferti ma di ineguagliabile fattura; “Satisfy My Soul”, allegra canzone d’amore, dove il cantante dice di lei: “You satisfy my soul every little action”  (soddisfi la mia anima con ogni piccolo gesto). Le ultime canzoni non sono particolarmente conosciute ma scorrono piacevoli essendo allegre e frizzanti culminando l’opera, rendendola un capolavoro, con “Time will tell” dolcissima melodia a tratti tribale.

 

LA DOMANDA DELLA SETTIMANA:

Questa settimana mettiamo una domanda soggettiva in modo che nessuno può copiare la risposta. E ancora una volta rinnoviamo l’invito a firmare i vostri commenti.

Qual è il vostro genere preferito? E qual è il disco più bello che avete mai ascoltato?

 

A Cura di Domenico Grimaldi e Roberto Vangone

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categorie: e sona mo
sabato, 31 maggio 2008

SAGRA DEL PIENNOLO ED ANTICHI MESTIERI NEL BORGO TORRETTA: A SETTEMBRE LA QUINTA EDIZIONE

Copia_di_PiennoloL'iniziativa organizzata dalla Parrocchia SS. Addolorata, in collaborazione con le associazioni Amici del Presepe e Vivibosco, avrà luogo a Boscotrecase(NA), presso il cortile SS.Addolorata, via Cardinal Prisco e Vico Borzacchini (via Lepanto) il 13 e 14 settembre. Dopo il successo di presenze registrato nella passata edizione della kermesse, viene riproposta la vetrina della cultura e della tradizione artigianale e gastronomica dell´area boschese, denominata "Vesuvio Meridiano".Un salto nel folklore.  La celebrazione di uno dei prodotti più tipici dell´area vesuviana, per il quale è stato riconosciuto il marchio d´origine Dop, si sposa con i festeggiamenti in onore della SS. Addolorata. Il programma dell´evento, oltre al sano intrattenimento folkloristico-musicale, si arricchisce con momenti di dibattito inseriti in ciascuna serata.  Si discuterà con esperti dei vari ambiti sui temi dell´agroalimentare locale.

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categorie: attualita, informazione locale
venerdì, 30 maggio 2008

LA FINESTRA SUL CINEMA: DIRETTAMENTE DAL FESTIVAL DI CANNES ARRIVA GOMORRA NELLA NOSTRA RUBRICA

GOMORRA

 

SCHEDA FILM

 

Titolo: Gomorra

Nazione: Italia

Anno:             2008

Genere: Drammatico

Durata: 140'

Regia: Matteo Garrone

Cast:   Toni Servillo, Gianfelice Imparato

Produzione:   Fandango, Rai Cinema

Distribuzione: 01 Distribution         

Data di uscita: Cannes 2008 - 16 Maggio 2008 (cinema)

 

gomorraNon credo che “Gomorra” possa definirsi un film “bello”. Credo sia un film che ti tiene incollato allo schermo; che abbia avuto una regia magnifica; che gli attori, compresi quelli che non avevano mai avuto un copione tra le mani, erano eccellenti; che non meritava solo un premio speciale a Cannes, ma addirittura l’ambita Palma d’Oro. Credo che si possa dire tutto questo e tanto altro, ma non che Gomorra sia “bello”. La realtà che denuncia questo film non può essere accostata al termine “bello”. I contenuti di questa pellicola sono terrificanti e orrendi, questo perché non sono frutto della fantasia di un regista che ama raccontare la pazzia e la follia dell’uomo, ma non sono altro che i racconti di quello che è stato generato dalla mente malata di alcuni uomini. Si fa fatica a chiamare “uomini” i camorristi. L’intero Sistema creato non può essere stato pensato e creato da persone nel cui petto batte un cuore: tutto ciò è semplicemente impensabile.Il film è stato tratto dall’omonimo libro, tradotto in 33 lingue e che ha venduto in Italia più di un milione di copie. Ovviamente, Garrone ha dovuto scegliere cosa raccontare del libro in un film di 140’.  E così ci racconta la Camorra, che negli ultimi 30 anni ha ucciso 4 mila persone, attraverso lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici, attraverso i capi d’alta moda contraffatti ma soprattutto attraverso lo spaccio di droga che garantisce il reddito per il sostentamento delle famiglie dei detenuti. Personaggi che hanno dei nomi: Don Ciro, Totò, Marco, Ciro, Franco e Pasquale ma che non hanno una testa. Disposti ad annullare se stessi per un mentalità che è diventata stile di vita, che si  impossessa di loro e che li fa sembrare anime senza sentimenti. Tra tutti però c’è un nome dietro al quale c’è un vero uomo; un uomo che ha il coraggio di dire “tutto questo non fa per me”. Non a caso a quell’ uomo si chiama Roberto.Molti di voi lettori di questo blog avranno visto il film, letto il libro o addirittura vissuto quello che viene raccontato. Le emozioni suscitate da questo film sono state tante e differenti, ma anche le polemiche saranno state molte. C’è chi ha il coraggio di affermare che il film è un’esagerazione della vita di un’ organizzazione criminale, o che il libro sia servito a Saviano per arricchirsi. Però alcune delle certezze cha abbiamo ora sono: Saviano vive protetto dalla scorta; 49 comuni sono stati sciolti almeno una volta per infiltrazione camorristica; tanti ragazzi nati tra Aversa e Casal di Principe non hanno possibilità di scelta. 

 

RICORDA LA BATTUTA

 

unasettimanadadioComplimenti a Mindia e all’autore del commento numero 6, i quali hanno ricordato la battuta, anche se effettivamente ho dato un grande aiuto. La battuta “Il vero miracolo è un padre che tornato da una giornata di lavoro, ha ancora la forza di giocare con i suoi bambini” è stata recitata nel film “Una settimana da Dio”. Questa commedia risale al 2003 e racconta la storia di Bruce Nolan (Jim Carrey), famoso reporter televisivo di Buffalo che è scontento di tutto nella vita nonostante la popolarità e l'amore della sua ragazza Grace (Jennifer Aniston). Alla fine della peggior giornata di tutta la sua vita Bruce si rivolge arrabbiato e con frasi di scherno contro Dio, e Dio risponde. Gli appare in forma umana (Morgan Freeman), e donando a Bruce tutti i suoi poteri divini, lo sfida a compiere il suo grande lavoro.

 

 

La battuta di questa settimana è:

 

“La poesia non è di chi la scrive, ma di chi serve”

 

Questa volta non do aiuti, ma di certo conoscete alla perfezione la bocca che pronuncia questa battuta!

A cura di Mariarosaria Ferriero

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categorie: la finestra sul cinema
giovedì, 29 maggio 2008

NAPOLI: 30 BOTTIGLIE PER UN CAFFE', COSI SI INCENTIVA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

macchina incentiva rdIncredibile ma vero. E' sempre questa la frase che si suole ripetere in queste situazioni. Questa, nella fattispecie, riguarda Napoli e uno dei suoi mali, quello che da un pò di tempo ( si fa per dire, è da 15 anni) ha messo in ginochhio la Campania: i rifiuti. Ormai vedere in tv la campania sommersa dai rifiuti non fa più notizia. L'emergenza va avanti. Cambiano i commissari, cambiano i governi e le leggi, ma non cambia la situazione, e i campani col tempo, e questa è la cosa pià grave, si stanno abituando a convivere con i rifiuti. In tutto questo, da una parte ci sono appunto commissari, ministri, governatori, consiglieri ed esperti speciali che fanno leggi, organizzano riunioni, incontri top secret, decisioni importanti, dall'altra poi ci sono i magistrati che indagano e fanno chiarezza su tanti punti oscuri e sui miliardi sprecati per risolvere un problema mai risolto. E poi ci sono tante idee, che nel piccolo cercano di fare qualcosa per la cusa comune. L'ultima è davvero bella quanto strana. Ecco la notizia: «Più bottiglie porti più caffé bevi, la macchinetta che incentiva la raccolta differenziata arriva a Napoli» (nella foto). La macchina che raccoglie le lattine e bottiglie si trova all’esterno del bar «La Torteria di casa Ferrieri», sul marciapiede al numero 75, a Napoli e funziona dalle 9 alle 22 dal lunedì al venerdì, mentre al sabato e alla domenica l’orario si prolunga sino alle ore 24. Su Napoli Urban blog c'è la dimostrazione che fare questo tipo di raccolta differenziata è semplice come bere un caffè. L'iniziativa è di una giovane azienda napoletana, la «Rd Italia srl». La macchina consegna uno scontrino ad ogni deposito. Al trentesimo scontrino scatta il premio. Si entra al bar e si gusta un caffé. Quel tipo di macchinetta installata in via Filangieri non compatta il rifiuto, e per questo può raccogliere un limitato numero di bottiglie. Ma la «Rd» ha già pronto il modello che può arrivare a raccogliere un totale di oltre 80.000 unità al mese tra lattine e bottiglie. la macchina è dotata di dispositivi anti-frode ad alta tecnologia e inoltre riconosce il materiale inserito per dimensioni, volume e caratteristiche di composizione. Quindi non è possibile introdurre altro materiale all’infuori delle bottiglie e delle lattine. Ce n'è anche una che raccoglie il vetro.  «Rd (Raccolta differenziata) srl» conta che l'iniziativa si possa diffondere nei locali pubblici come nelle sedi dei Comuni oppure negli edifici pubblici ad alta affluenza. Si pensi alle stazioni ferroviarie e all’aeroporto, nelle mense o anche nei semplici condomini. Secondo la «Rd» con questo sistema si riduce del 30% il volume occupato in discarica e si tagliano drasticamente i costi di trasporto.«È una macchina geniale, di fabbricazione norvegese, - svela la dottoressa Manuela Fato, responsabile della Rd Italia -. «Ne stiamo promuovendo il noleggio (di quella piccola) a 350 euro al mese. Se si ripaga? Certo: con il materiale raccolto, con la pubblicità affissa sulla macchinetta e con il risparmio di spazio in discarica grazie al compattamento delle pet e dell'alluminio. Ce n'è anche una che raccoglie il vetro. Prossimamente ne saranno installate 12 in altre città (Roma, Genova, Rapallo e alcune località pugliesi). Dopo il caffé l'ultima iniziativa riguarderà un cinema che adotterà questa macchinetta e incentiverà con biglietti gratis il riciclaggio delle bottiglie. I cittadini che abitano nei dintorni della macchinetta ormai quasi la venerano. È la dimostrazione di quanto sia alta la voglia dei cittadini di essere parte attiva nel processo della differenziata e della soluzione rifiuti a Napoli.

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categorie: attualita, informazione locale
giovedì, 29 maggio 2008

MUSICA: NIENTE SAN PAOLO PER PINO DANIELE. IL CONCERTO DELL'8 LUGLIO SI FARA' AD AGNANO

PINO_DANIELE_vaimo2008_jpg_bigLa notizia è apparsa sulle varie agenzie ieri sera. Si tratta di Pino Daniele e del suo concerto previsto per il giorno 8 luglio allo stadio San Paolo di Napoli, giorno in cui il cantautore riunirà le sue storiche band: la band di Vai Mò (NELLA FOTO. Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere) e la band di Nero a metà (Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo alle tastiere e Gigi De Rienzo al basso),oltre a Alfredo Golino (batteria), Gianluca Podio (piano), Juan Carlos Albelo (violino e armonica), Fabio Massimo Colasanti (ztar). La ’reunion’ di Pino con le storiche band sarà arricchita da ospiti italiani e internazionali Il " Vaimò live" purtroppo non si farà nel tempio del calcio di Fuorigrotta ma all'Ippodromo di Agnano. Gli organizzatori infatti ieri hanno comunicato che a 40 giorni dall'evento e con oltre 20.000 biglietti già venduti in prevendita non sono ancora arrivate dagli organi competenti le autorizzazioni necessarie. Tutto questo ha determinato la decisone di spostare il concerto all'ippodromo di Agnana. Una soluzione che permetterà un'affluenza di 50.000 persone. Ovviamente i biglietti acquistati rimangono validi.

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categorie: attualita, informazione locale
giovedì, 29 maggio 2008

PUBBLICHIAMO OGGI IL SECONDO NUMERO DELLA RUBRICA DEDICATA AI LIBRI

READY to READ....tutti i giovedi su Terramia

fattoria-animali_1Dopo la leggerezza e la freschezza del libro “Alta Fedeltà” di Hornby ci trasferiamo tra le pagine impegnate di un meraviglioso Eric Arthur Blair, meglio conosciuto come George Orwell; il libro in questione è “La fattoria degli animali” del 1943. Dietro questo titolo decisamente fiabesco si cela una metafora riuscitissima del comunismo, e più specificamente della rivoluzione russa del 1917… non spaventatevi, il libro è molto scorrevole anche se decisamente amaro. Le vicende narrate da Orwell si svolgono nella prima metà del Novecento a Willingdon, una piccola cittadina nelle verdi campagne inglesi, dove gli animali di una fattoria, stanchi di essere sottoposti agli ordini degli esseri umani, decidono di ribellarsi. Cacciato il loro avido e crudele padrone, il signor Jones, istituiscono una nuova fattoria basata su leggi di uguaglianza tra gli animali e di avversione verso gli uomini; ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati sfruttatori, formata dai maiali, gli stessi che avevano incitato il popolo a ribellarsi all’oppressore; con la loro astuzia, il loro egoismo e la loro cupidigia  si impongono sugli altri animali più semplici e docili. Gli ideali proclamati al tempo della rivoluzione vengono progressivamente traditi e gli animali subiscono gli stessi maltrattamenti e privazioni conosciuti sotto il dominio degli uomini. Spiccano per spietatezza e perfidia i maiali Napoleon e Palla di Neve; quest’ultimo subirà il dramma dell’esilio a causa di un complotto ordito proprio da Napoleon; non vi stupirete quindi quando condurrà al macello il fedele sostenitore, cavallo Gondrano, non  più utile ai suoi progetti. Degli alti principi di fraternità e uguaglianza che avevano ispirato la ribellione ne è rimasto ormai solo uno che si sostituisce agli altri sette:“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.Le ultime pagine di questo racconto sono amarissime e le ultime battute desolanti: “Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due”.

Note:

Anno uscita 1944

Lo trovate alla Feltrinelli ad € 8,00

Editore Mondadori

Collana Oscar classici moderni

Vi consiglio fortemente la lettura di questo libro, è attualissimo, e se vi avanza un po’ di tempo leggete anche, sempre di Orwell, “1984” scritto nel 1948, capirete da dove nasce l’idea del Grande Fratello e soprattutto da quali idee era ispirato l’autore… certamente non credo si aspettasse che ne avrebbero fatto un programma televisivo!!

 

Questo libro, a mio parere, è bellissimo, ma diciamo la verità, non sempre leggere è un piacere, soprattutto quando è imposto;

quale libro avete più odiato durante la vostra carriera scolastica?

 

A Cura di Milena Ferriero

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categorie: ready to read
mercoledì, 28 maggio 2008

SHARON STONE: IL TERREMOTO IN CINA? "UNA VENDETTA PER IL TIBET"

stoneDa oggi in poi oltre alla eterna bellezza e allafamosissima scena di Basic Instict, Sharon Stone verrà ricordata anche per una sua dichiarazione. Durante il festival di Cannes, ad una rete televisiva cinese, l'attrice, prlando della Cina, e del tremendo terremoto che ha causato più di 60 mila vittime, tantissimi disperdi e più di 5 milioni di senzatetto, aveva dichiarato:" Non sono contenta di come la Cina tratta i tibetani e di quello che ha fatto al Dalai Lama, che è un mio amico. Quando è avvenuto il terremoto, ho pensato: può essere dipeso dal karma, quando tu fai una cosa non buona a un'altra persona e poi ti capita qualcosa di male"? Queste frasi hanno scatenato l'indignazione della Cina dando vita ad una vera e propria bufera.  Un danno notevole si preannuncia per Sharon Stone: la Dior, ad esempio, che ha scelto l'attrice per la nuova campagna pubblicitaria di cosmetici, ha ritirato le sue immagini dai grandi magazzini di Pechino. Inolte, Ng See-Yuen, presidente della Federazione dell'industria cinematografica di Hong Kong e capo di un'impresa che controlla i principali cinema delle cinque più grandi città cinesi (Pechino, Shanghai, Chongqing, Hangzhou e Guangzhou), ha giudicato le parole della Stone «inappropriate» e ha ritirato i film dell'attrice da tutti i suoi cinema. Un danno che dovrà essere anche calcolato nel tempo, anche perché ci sono ben quattro film con la Stone in uscita da qui al 2010.  Chissà se l'attrice starà ripensando alle sue parole e ad un pentimento. Ad ogni modo va detto che il comportamento repressivo della Cina nei confronti del Tibet è stato più volte condannato auspicando un tavolo di confronto tra il Dalai Lama e il governo cinese che potesse mettere fine alla violenza vista in TV. Allo stesso modo parlare di vendetta davanti ad una vera e propria tragedia, con le immagini che raccontano di quasi 70 mila vittima, citta distrutte, e persone senza tetto, è davvero "molto discutibile" , sicuramente fuoti luogo e per tanti inaccettabile.

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categorie: attualita
mercoledì, 28 maggio 2008

OMICIDIO TOMMY: ERGASTOLO AD ALESSI

tommyLa storia del piccolo Tommy (foto1) è ancora viva in tutti noi. Quella storia fermò l'Italia per alcune settimane e l'Italia intera si strinse intorno ai familiari del piccolo quando le tv annunciarono il ritrovamento del corpo senza vita. Il Duomo di Parma il giorno dei funerali era stracolmo, tantissima gente aspettava fuori con le foto del bimbo per dare l'ultimo saluto. Una storia che sin dalle prime battute aveva mostrato alcuni tratti da chiarire. Il rapimento, la storia di Alessi, della ditta edile che faceva i lavori a casa Onofri. Per non parlare poi di quando fu scoperto una specie di cantinola, un monolocale vicino casa Onofri in cui lo stesso Paolo Onofri aveva creato un suo ufficio personale, con un computer sul quale erano salvati dati pedopornografici che Onofri spiegò poi come un dossier da lui preparato. Tutto questo è acqua passata. Ciò che resta di quella storia è il dolore ancora forte per quella morte e un processo appena concluso che come tutti i processi ha avuto sentenze importanti: La Corte d'assise di Parma, accogliendo la richiesta dell'accusa, ha condannato all'ergastolo, con isolamento diurno per due anni, Mario Alessi (foto2) e a 30 anni alla sua compagna Antonella Conserva.«Me lo dovevano». E' riuscita a stento a parlare Paola Pellinghelli, la mamma del piccolo Tommaso Onofri, dopo la lettura della sentenza. «Una sentenza esemplare» dice la mamma alessidel piccolo Tommy: «Mi sento vuota, ma molto sollevata».È la fine di un percorso che la parola fine non la vedrà mai». Queste le prime parole a caldo espresse da Paolo Onofri, alla lettura della sentenza. Il papà del piccolo, sequestrato ucciso il 2 marzo del 2006, si è lasciato andare alle lacrime: «La corte si è espressa con determinazione. Il castello accusatorio era inossidabile», ha fatto notare Onofri, commentando gli applausi del pubblico come uno «sfogo spontaneo. Poco importa, dunque, che la corte abbia deciso il solo isolamento diurno: «Si tratta di sfumature - ha detto Onofri- l'ergastolo c'è».Alla pronuncia della sentenza, pronunciata dal presidente della Corte d'assise Eleonora Fiengo, il pubblico in aula ha risposto con un fragoroso applauso, che il giudice ha prontamente fermato.

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categorie: cronaca
mercoledì, 28 maggio 2008

NON APRITE QUELLA CONSOLE: IL RAPPORTO CON I VIDEOGAMES. DISCUTIAMO INSIEME NELLA RUBRICA

TO PLAY OR NOT TO PLAY?

 

Professori e genitori li prendono a pretesto per ricordare ad alunni e figli i loro debiti formativi: colpa del tempo passato davanti ai videogiochi. Mentre i ragazzi hanno un elenco di buoni motivi per smentire l'ipotesi e sono pronti a difendersi dall'accusa, ma rigorosamente solo dopo aver finito di giocare. Perché fino ad allora "sono in combattimento" e "si isolano dal mondo". Quale sia il rapporto fra adolescenti e videogiochi è un tema che ricorre, ma per la prima volta è stato al centro di un'indagine in Italia, condotta a livello nazionale dal Centro Studi Minori e Media di Firenze, in collaborazione con l'Ateneo fiorentino, e i cui risultati sono stati discussi in un convegno il 10 marzo dal titolo "Crescita in video-gioco. Rischi e opportunità". La ricerca ha interessato 2037 giovani tra gli 11 e i 18 anni (39 scuole tra 8 regioni italiane: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Campania, Marche, Lazio, Sicilia) e il primo obiettivo è stato quello di verificare quanto la loro vita è influenzata dal rapporto con questi strumenti; come cogliere le opportunità di una nuova comunicazione e socializzazione, come tenerli lontani dal rischio di confusione tra virtuale e reale. In altre parole: quante ore effettivamente si passano a giocare e simulare gare e battaglie? E con chi si condividono le emozioni della vittoria o della sconfitta?

I risultati. Per ciò che riguarda il tempo: circa il 25 per cento dei giovani gioca più volte al giorno e complessivamente da una a tre ore (accanto ad un 57 per cento che gioca meno di un'ora, 6,5 per cento più di tre ore). Gli argomenti preferiti sono l'avventura e lo sport, ma chi gioca più di tre ore al giorno preferisce i videogiochi di combattimento, e in generale la fascia d'età intermedia (tra i 14 e i 15 anni) gioca di più sia rispetto ai più piccoli (11-13) che ai più grandi (16-18), i quali preferiscono i giochi di strategia e ruolo. Da un punto di vista emotivo invece, c'è una divisione abbastanza equa tra chi preferisce giocare insieme ad altre persone (il 43,5 per cento), in particolare con gli amici (37 per cento) o in compagnia di fratelli o sorelle (17,5 per cento) o dei genitori (il padre in un buon 15 per cento dei casi contro il 5 per cento della madre), e chi lo fa invece in solitudine (circa il 45 per cento).

L'identificazione. Ma un aspetto cruciale dell'indagine è quello che mira ad individuare il grado di "identificazione" nelle storie dei videogiochi. Il 40,5 per cento dei ragazzi intervistati dichiara che "qualche volta" durante il giorno gli capita di pensare alle "mosse" da fare per proseguire il gioco. E quanto all'umore vincere o perdere la partita ha il suo peso: se un 43,5 per cento dice infatti di non essere influenzato dal risultato del gioco, c'è anche un 24,5 per cento che dice di esserlo abbastanza e un 22 per cento che lo è molto. Cosa che spiega poi come le emozioni provate durante il gioco siano intense e portino i ragazzi a usare espressioni del genere: "stacco il cervello", "ho una faccia da combattimento", "mi isolo dal mondo".

Eppure per parlare di dipendenza da videogioco ci vuole di più: la maggioranza degli adolescenti (47 per cento) pensa che il rischio ci sia giocando più di sei ore al giorno. "L'aspetto temporale è importante - spiega Isabella Poli, direttore scientifico del Centro Studi - ma non bisogna demonizzare l'uso del videogioco. I ragazzi devono capire come arrivare a un uso responsabile e questo significa anche imparare a distinguere il virtuale dal reale".

 

Allora va bene sottolineare come ha fatto Luca Toschi, presidente Corso di Laurea in Teoria della Comunicazione dell'Università di Firenze che "il linguaggio del videogioco è una forma di aggregazione sociale"  perché giocando "i ragazzi non hanno vergogna di dire 'non mi riesce' e chi si ferma nel gioco ha voglia di condividere questa difficoltà con gli altri", però il problema è spiegarlo a prof e genitori, magari prima di un'interrogazione.

(articolo tratto da Repubblica)

 

Video giochi, film, e programmi televisivi aiutano lo sviluppo mentale dei bambini. E più sono violenti, fracassoni e tortuosi, più esercitano la capacità cognitiva dei loro giovani cervelli in formazione. E’ la tesi-shock del libro americano più controverso dell’estate 2005, «Everything Bad is Good for you», di Steven Johnson, che rovescia completamente anni di ricerche sugli effetti nefasti della cultura popolare contemporanea.

(articolo tratto dal Corriere della sera)

 

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Amanti dei videogames, rallegratevi: dei ricercatori statunitensi hanno riscontrato che giocare ai videogiochi fa bene alla vista, e, al contrario di quanto dicono i vostri genitori, non fanno perdere la vista.Uno studio condotto dall'Università di Rochester ha dimostrato che le persone che giocano a videogiochi di azione per un po' di ore al giorno per un mese migliorano la propria visione di circa il 20%."Questi giochi portano il sistema visivo umano ai suoi limiti e il cervello si adatta di conseguenza. E tutto ciò viene ad influenzare anche le altre attività della vita quotidiana."Bavelier e un suo aiutante hanno testato degli studenti che hanno giocato molto poco ai videogiochi nell'ultimo anno.I soggetti sono stati sottoposti ad un test visivo simile a quelli usati nelle cliniche per gli occhi e poi sono stati divisi in due gruppi: un gruppo che ha giocato a un videogioco sparatutto per un ora al giorno e un altro gruppo che ha giocato a videogiochi visualmente meno complessi. La loro visione è stata testata dopo lo studio e si è constatato che chi ha giocato a videogiochi d'azione hanno avuto un esito migliore nel test visivo.I ricercatori hanno detto che la loro ricerca potrebbe aiutare pazienti con parecchi tipi di difetti visivi. (fonte anonima)

Ho scelto di trattare un argomento diverso questa settimana perché sentivo il bisogno di chiarire certe cose anche per cultura personale. Condividendolo con voi spero che passi il messaggio senza sfumature superflue; tenendo presente che come ho letto su vari articoli fa male anche studiare per 10 ore al giorno, fa male fare sport per 10 ore al giorno, come fa male giocare ai videogames per 10 ore al giorno. I videogames sono solo un passatempo che contrariamente a quello che pensi la maggioranza non sono il diavolo in terra, quel posto è occupato già da tante altre cose (droga, guerre, sfruttamento di minori etc.). L’accanimento verso forme di divertimento che non fanno del male a nessuno, anzi come abbiamo visto nella misura giusta fanno addirittura bene, è inutile. Sperando di esser stato chiaro e conciso, un saluto e alla prossima settimana.

A Cura di Marco Acunzo

postato da: PIETRO1985 alle ore 13:29 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: non aprite quella console

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REDAZIONE: PIETRO CAROTENUTO, MARIAROSARIA FERRIERO, ANGELO CIRILLO, MARCO ACUNZO, DOMENICO GRIMALDI, ROBERTO VANGONE, MILENA FERRIERO, CONCETTA DONNARUMMA, GELSOMINA COSTABILE, ANTONIO BREGLIA, SERENA STAIANO, MARIANNA ANGELLOTTO/// Io combatto la tua idea, che e' diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente. (Voltaire) se sarete quello che dovete essere...incendierete il mondo! (giovanni paolo II) lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine...chi non rischia e cambia colore dei vestiti...chi evita una passione...chi non capovolge il tavolo...chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati...(neruda) Terra mia terra mia comm'è bello a la penzà'... Terra mia terra mia comm'è bello a la guardà... Terra mia terra mia Tu si' chiena 'e libbertà... Terra mia terra mia I' mò sento 'a libbertà...(pino daniele) e-mail: pietro1985@splinder.com pietro.carotenuto@libero.it

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